Gli inaspettati/Senza categoria

Control: La decadenza di Ian Curtis

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Un film di Anton Corbijn. Con Sam Riley, Samantha Morton, Alexandra Maria Lara, Joe Anderson, James Anthony Pearson

Genere:  Biografico/Drammatico

Ambientazione:  Macclesfield, Inghilterra metà degli anni ’70

Un Breve Riassunto:

Conrol Racconta la storia di Ian Curtis, Giovane promessa del palcoscenico musicale e Ragazzo tormentato da una malattia a quel tempo praticamente incurabile, se non con mix di psicofarmaci, l’epilessia.

Come se  gia la terribile malattia non bastasse, Ian nella sua breve vita prende una serie di decisioni affrettate, sbagliate che lo porteranno al tradimento della moglie sposata a soli 19 anni, per una giornalista incontrata nel backstage.

Il travaglio quotidiano,la doppia vita sentimentale,l’epilessia,il music business che impone ritmi forsennati porteranno Il giovane Ian  al suicidio, utilizzando una rastrelliera trovata in casa, si toglie la vita a soli 23 anni.

Il Regista Anton Corbijn ci propone un film in un B/N che ricalca lo stile della band e di quegli anni e ci fa immedesimare ancora di più nella vita autodistruttiva e caotica del giovane Ian

Il film non è tanto un elogio allo stile musicale o alla bravura della band, quanto più una scoperta profonda di un artista che in molti, purtroppo,non conoscono.

Risultati immagini

A Livello Tecnico:

La Regia e la fotografia sono spettacolari.

E’ un lavoro pulito ed essenziale, che ricorda lo stile più cupo e dark di quegli anni.     Anton Corbijn, Prima che regista fotografo, famoso proprio per i suoi scatti in bianco e nero è riuscito a trasportare questa biografia di un grande artista sul grande schermo in maniera accurata e fedele, anche grazie al grande contribuo di Sam Riley, magnifico nell’interpretare il cantante.

A chi lo consiglio?

A tutti quelli che hanno amato e che amano tutt’ora gli anni 80

A chi vuole scoprire l’anima più dark di quegli anni,il lato più angosciante della new wave inglese.

A chi sa apprezzare la buona musica e la vita travagliata di chi la creava, la realizzava attingendo dalle proprie sofferenze.

Semplicemente a chi interessa un buon film, caratterizzato da una valida regia e fotografia, con ottime interpretazioni che riesce a non annoiare trasportando su pellicola eventi veri.

A chi lo sconsiglio?

Non è un film che vi farà saltare sulla sedia per i grandi colpi di scena o da chissà quali intrighi se è questo che cercate, è pur sempre un film tratto da una biografia.

P.S Prima di vedere il film vale la pena di ascoltarsi qualche canzone dei Joy Divion (vedi fine articolo)

Il voto di Cinepostando:  

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