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The Young Pope: La rivoluzione ha inizio

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Papa Pio XIII, eccolo il nome del fascinoso Papa magistralmente interpretato da Jude Law, la cui bellezza  è esaltata grazie ad ornamenti dorati e dai  vestiti papali a dir poco appariscenti, che gli conferiscono quasi un’aria divina.

per chi il telefilm lo ha visto saprà bene che con Pio XIII non si può scherzare… tanto meno imbrogliare, soggiogare, corrompere, o qualsiasi altro sgarbo o gioco di potere, con lui non saranno possibili, Lenny Belardo, cosi si chiama il primo Papa americano di Sorrentino, è inamovibile e incorruttibile.

Basterebbe una sua frase per descriverlo: «Chi sei tu Lenny?», domanda il padre confessore. «Sono una contraddizione: come Dio, uno e trino, come la Madonna vergine e madre, come l’uomo buono e cattivo».

Belardo è cosi vicino a dio che alcune volte dubita della sua esistenza, così egoista da non aver nessun peccato da confessare ma cosi sincerò che si punisce per non saperli riconoscere.

La trama del telefilm è facilmente riassumibile, Lenny sale al potere e diventata Papa senza una spiegazione, si dice sia stato un miracolo, un soffio dello spirito santo.

Lasciato in orfanotrofio in giovane età viene cresciuto da Suor Mary(Figura storica,materna per PioXIII che lo  seguirà fino in papato e ne diverrà i suoi secondi occhi) , insieme ad altri bambini, si relaziona fin da subito con Dussolier che diverrà  il suo migliore amico e cardinale, promosso proprio da PioXIII per selezionare i preti di tutto il mondo.

Belardo durante gli anni di seminario era sotto la supervisione di  un prete saggio e conservatore che si vedrà usurpare il trono papale proprio dal suo allievo.

Lenny è tormentato dal desiderio di rivedere i suoi genitori “figli dei fiori” e a tutt’oggi ne soffre; E’infelice e non accetta quello che gli è successo, non è capace del perdono e tanto meno è ne interessato….

Belardo non ha paura di farsi dei nemici tanto meno di cacciare preti peccatori, non gli interessano seconde ragioni o scusanti, come dice lui stesso l’era dei compromesi è finità.

Starà a voi poi scoprire tutti gli intrighi presenti dentro al clero e la corruzione che lo ricopre.

Questo Papa c’è chi lo ama e che lo odia, chi non riesce a concepirlo( basta guardare gli articoli di Famiglia Cristina….meglio di no…) e chi invece lo loda, etichettandolo come un capolavoro Sorrentiniano, io personalmente non sono d’accordo con nessuno dei due pareri:

Visivamente ho poco da dire, Sorrentino come di suo stile, ama i grandi spazi vuoti come i saloni giganteschi con una o due persone dentro, ama riprendere il viso di Law con inquadrature strette (bravissimo Jude nell’apparire cattivo ma desiderato), Adora riprendere anche i grandi spazi aperti come i giardini vaticani, quasi fiabeschi con suore che corrono giocando a calcetto.

ogni ripresa esterna ai palazzi vaticani mi ha trasmesso un senso di quiete, merito anche della grande fotografia realizzata da Luca Bigazzi.

Il telefilm, è inequivocabilmente lento, ma comunque più che sopportabile, non ci saranno inseguimenti in auto o pugni in stile Bruce Lee, se siete interessati a questo non prendete neanche la briga di guardarvi il primo episodio.

Si perchè in The young Pope bisogna lasciarsi attrarre dal profilo psicologico ben studiato di ogni personaggio e dovrà essere questo a farvi restare seduti a guardarlo, il voler capire di più: capire chi è  questo papa  e cosa comporta tutto quello che gli sta attorno, il voler capire se è dalla parte della ragione, e se effettivamente è santo e giusto.

A parer mio Sorrentino ha voluto fare un po l’americano, molte frasi infatti sembrano contenere un sacco di significato, ma in realtà sono vuote e utilizzate solo per fare un’po di scena (aria fritta); Come i grandi silenzi e le riprese ad effetto: vanno bene se usate con intelligenza e con parsimonia, ma non ci si può costruire un intero telefilm perchè l’occhio si abitua in fretta e alla lunga si annoia.

 

Nulla da dire sul comparto sonoro davvero bello, ed azzeccato.

E’ un telefilm che consiglio?

assolutamente si, a me tutto sommato piace, non me lo sono mangiato come ho fatto con  Breaking Bad o I Soprano ma è largamente inserito nella lista dei “buoni”.

Stilisticamente è ben fatto e le interpretazioni di TUTTI i personaggi sono ottime, Soprattutto quella di Voiello(Silvio Orlando) e di Suor Mary( Diane Keaton)

Potreste rimanere delusi?

Si perchè non è un telefilm per tutti, è lento e MOLTO complicato, soprattutto nel definire la psicologia poco chiara di Belardo e la cosa potrebbe risultare fastidiosa, ma anche intrigante..

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